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RUBRICA 6 Novembre 2019: Trump lancia la sfida del clima e svela l’inganno

Da “Il Libro della Verità”:

Le piogge, le inondazioni e la veniente distruzione delle colture, saranno il risultato di un castigo dal Cielo
Sabato, 11 agosto 2012, alle ore 20:10

Mia amatissima figlia, le piogge che cadranno sul mondo intero rappresentano il diluvio di lacrime che cadono dai Miei Occhi mentre guardo i figli di Dio errare così lontani dalla via della salvezza eterna. Le piogge, le inondazioni e la veniente distruzione delle colture, saranno il risultato di un castigo dal Cielo.

Le valli di lacrime spunteranno ovunque e di ciò si darà la colpa al cambiamento climatico e al riscaldamento del pianeta. Ma, non è così!

Moltissime persone al mondo non credono in Dio. Costoro non onorano Me, il Suo Diletto Figlio. Essi, viceversa, si logorano con un’ossessiva passione per i falsi dèi.

Cosa intendo dire con questo? Queste persone creano degli eroi e dei miti nel mondo della televisione, della moda, della musica e dello sport. Poi, li elevano fino farne idoli umani e rendono loro omaggio. In seguito, essi li idolatrano in un modo tale che nuoce non solo a loro stessi ma anche alla persona che hanno elevato. Essi credono che questi idoli siano sacri e fanno tutto il possibile per copiarne il modo di vivere, di vestirsi, la loro personalità e perfino il loro aspetto fisico. Ciò equivale al paganesimo. Tutto questo è stato predetto, figlia Mia. Il mondo adorerà i falsi dèi. Queste persone sono piene d’amore per il proprio corpo e per loro stessi, ed hanno poca carità o amore per il prossimo, nei loro cuori induriti. Il loro cuore si è tramutato in pietra. Essi non amano Dio. Sono caduti, invece, sotto l’incantesimo di Satana che ha messo queste convinzioni e questi pensieri nella loro mente. Non c’è alcun rispetto per il corpo umano. Il corpo è stato creato da Dio e, come tale, esso è un tempio concepito perché vi possa risiedere la Presenza di Dio.

Quando Satana tenta l’Umanità, si concentra sul corpo e sul piacere che esso ricerca attraverso i sensi. Ecco perché l’Umanità, attualmente, ama il proprio corpo ad un punto tale che lo pone su un piedestallo. Mai soddisfatta dal modo in cui esso fu progettato da Dio, essa cerca di migliorare, cambiare e correggere il corpo umano per conformarlo alla sua idea di perfezione.

Il modo in cui le donne, in particolare, modificano il loro corpo e lo espongono al mondo, in modo immorale, Mi disgusta. Quelle donne che non provano nessuna vergogna ad esporre il proprio corpo, commettono peccato e, ciò nonostante, potrebbero non rendersene conto. Esse pensano che sia ammissibile strumentalizzare il corpo con il quale sono nate ed esibire loro stesse in un modo che può essere causa di peccato. Il loro amore di sé è uno dei più grandi peccati d’orgoglio. Esse, inoltre, convincono le ragazze che è ammissibile esibire il proprio corpo in pubblico in questo modo.

Tantissimi peccati della carne vengono ostentati in tutto il mondo e sono giudicati accettabili. Tuttavia, essi sono tutti punibili dopo la morte. Non solo per il peccato commesso, ma anche perché esso viene mostrato come una cosa buona. Oggi, l’adulterio è ammesso e applaudito. L’omicidio non sconvolge più e non c’è più rispetto per la vita umana. L’immoralità sessuale è dilagante e giustificata.

I giorni di tale condotta peccaminosa volgono al termine. Fino a quando gli uomini non accetteranno che un peccato sarà sempre un peccato, essi rinunceranno al diritto di varcare le Porte del Paradiso. Per ogni peccato di cui siete colpevoli, sarà bruciata e purificata nel Purgatorio la parte del vostro corpo usata per commettere tale peccato. Se, invece, siete in peccato mortale, sentirete il tormento del fuoco straziare da cima a fondo, per l’eternità, quella parte del vostro corpo usata per commettere il peccato. Non ci sarà alcuna fine per questo tormento.

Perché, perché non ascoltano il loro cuore. Moltissime persone sanno che ciò che fanno è sbagliato, ma continuano a peccare senza riguardo, perché ciò è accettabile agli occhi del mondo. Le industrie d’intrattenimento ed i media hanno creato una falsa approvazione di tale comportamento, tanto che molte anime innocenti sono state corrotte dalle menzogne.

Ora, solo la Verità può salvarle. Ad esse viene dato il Libro della Verità, ma lo ascolteranno? Satana ed i suoi angeli caduti faranno di tutto per assicurarsi che esse non lo facciano. Sarà solo quando i castighi pioveranno dai Cieli che esse dovranno abbandonare le loro disgustose abitudini inutili e vane, poiché saranno troppo occupate a cercare di sopravvivere e di trovare del pane da mangiare. Tristemente, sarà solo attraverso tali castighi che l’Umanità potrà essere purificata su questa Terra. Essendogli offerto il dono della purificazione mentre sono in vita, ad esse viene data una possibilità per evitare i laghi di fuoco.

Il vostro amato Salvatore
Gesù Cristo

 

Da: https://messaggidagesucristo.wordpress.com/2012/08/17/11-agosto-2012-le-piogge-le-inondazioni-e-la-distruzione-delle-coltivazioni-che-avverranno-saranno-il-risultato-di-un-castigo-del-cielo/

 

ACCORDI DI PARIGI

Trump lancia la sfida del clima e svela l’inganno

06-11-2019, di Riccardo Cascioli

Con una lettera all’ONU, il presidente americano ha avviato l’iter per l’uscita dagli Accordi di Parigi sul clima che sarà definitiva il 4 novembre 2020, il giorno dopo le elezioni presidenziali USA. Una scelta coraggiosa, che va contro la cultura dominante, e che svela l’assurdità di obiettivi e condizioni degli Accordi sul clima. E negli Usa scoppia la “guerra del clima”: un gruppo di politici locali e aziende si ribellano a Trump e vogliono essere riconosciuti come delegazione ufficiale negli incontri internazionali; dall’altra parte è stata depositata una denuncia contro l’ex presidente Obama perché la ratifica degli Accordi di Parigi sarebbe stata illegale.


– BRUCIA LA CALIFORNIA, MA NON C’ENTRA IL RISCALDAMENTO GLOBALE, di Stefano Magni


– IN ATTESA CHE PASSI LA BARBARIE AMBIENTALISTA, di Alberto Strumia

Il presidente americano Donald Trump fa sul serio: lo aveva promesso in campagna elettorale, aveva confermato l’impegno dopo la sua elezione; e lunedì, al primo giorno utile consentito dalle condizioni previste, con una lettera di notifica alle Nazioni Unite ha ufficialmente avviato l’iter per l’uscita degli Stati Uniti dagli Accordi di Parigi sul clima. Tali accordi infatti, prevedono la possibilità per i singoli paesi di recedere soltanto dopo tre anni dalla loro entrata in vigore. Il che scadeva appunto il 4 novembre. E ora, sempre gli accordi di Parigi, prevedono che l’iter per l’uscita duri un anno esatto; vale a dire che gli Stati Uniti saranno ufficialmente fuori dagli accordi di Parigi il 4 novembre 2020, proprio il giorno dopo le elezioni presidenziali in cui Trump dovrà affrontare un non ancora definito sfidante Democratico.

Insomma il tema dei cambiamenti climatici sarà l’argomento principe della campagna elettorale. Del resto era già stato importante nelle passate presidenziali, svoltesi pochi mesi dopo la ratifica degli Accordi di Parigi da parte dell’allora presidente Barack Obama. Trump allora si schierò decisamente contro questo accordo, oggi firmato da 187 paesi (oltre agli Stati Uniti), con le stesse motivazioni che ieri il segretario di Stato Mike Pompeo ha riconfermato: «L’accordo impone un ingiusto fardello economico» sugli Stati Uniti, valutato in perdite economiche pari a 3 trilioni di dollari e alla perdita di 6.5 milioni di posti di lavoro (cifre ovviamente contestate dai sostenitori degli Accordi di Parigi).

Invece gli Stati Uniti, ha detto ancora Pompeo, seguiranno «un modello realistico e pragmatico» usando «tutte le fonti energetiche e le tecnologie in modo pulito ed efficiente». In pratica l’amministrazione Trump ripropone nella sostanza la stessa politica già tracciata dall’amministrazione di George Bush jr, allorché il Senato bocciò l’adesione degli Stati Uniti al Protocollo di Kyoto del 1997, firmato dal suo predecessore Bill Clinton.

La coraggiosa decisione di Trump, che ha resistito a fortissime pressioni internazionali e interne (persino nel suo entourage), ha il merito di aprire una crepa nel muro del consenso internazionale che mostra tutta la fragilità di un accordo molto ideologico e politico e quasi per nulla scientifico. Come si ricorderà, gli Accordi di Parigi sono un misto tra obiettivi assai generici – con «l’aspirazione» a contenere l’aumento della temperatura globale entro il 2100 al di sotto dei 2°C rispetto all’era pre-industriale -: riduzione delle emissioni di CO2 su base volontaria e neutralità delle emissioni entro il 2100, trasferimento di ingenti aiuti finanziari dai paesi industrializzati ai paesi in via di sviluppo, tra cui Cina e India (clicca qui qui).

Il ragionamento di Trump è molto semplice: sulla base di assunti scientifici ancora tutti da dimostrare (la causa antropica del riscaldamento globale), gli Stati Uniti dovrebbero riconvertire tutto il proprio sistema industriale ed energetico in tempi rapidissimi (con costi facilmente immaginabili); e nello stesso tempo sborsare fior di miliardi di dollari da versare nelle casse dei paesi in via di sviluppo, comprese Cina e India che già sono le principali fonti di emissione di CO2 e che in base agli accordi possono aumentare ulteriormente le loro emissioni. Solo un cretino sarebbe d’accordo.
E non bastano certo le previsioni di mirabolanti creazioni di posti di lavoro “verdi” a convincere di mettersi sulla strada di Parigi: i guadagni sono incerti ed eventualmente molto in là nel tempo; le perdite invece sono certe, notevoli e immediate (la lezione della California dovrebbe pur insegnare qualcosa).

Se noi consideriamo che già oggi la Cina da sola totalizza una quantità di emissioni superiore a Stati Uniti e Unione Europea messe insieme, e che continuerà ad aumentarle almeno fino al 2030, si capisce l’assurdità alla base degli Accordi di Parigi; tenendo anche conto che – sempre seguendo la teoria del Riscaldamento globale antropico – nel rapporto con l’aumento delle temperature sono le emissioni globali quelle che contano. Ci si può dunque aspettare che aldilà delle dichiarazioni ufficiali – tutte di grave censura per l’atto di Trump – il fronte dei paesi convinti di dover agire in tempi rapidissimi pena la catastrofe universale cominci a sgretolarsi. Non ultimo perché, con l’uscita di scena degli Stati Uniti, viene meno la mucca più grande da mungere ed è escluso che da una parte si trovino paesi disposti a sostituirli e dall’altra paesi disposti a rinunciare ai soldi promessi.

In compenso la “guerra del clima” divampa anche all’interno degli Stati Uniti e diventerà certamente il tema che condizionerà pesantemente le prossime elezioni presidenziali. Basti pensare che centinaia di governi locali e aziende hanno già sottoscritto l’impegno a tagliare le proprie emissioni di CO2 riunendosi in un movimento chiamato “We are still in” (“Noi siamo ancora dentro”, gli Accordi di Parigi ovviamente), con lo scopo di mostrare al mondo che gli americani non sono con il loro presidente. Tra i promotori c’è anche il filantropo miliardario Michael Bloomberg, ex sindaco di New York. Sempre lui  lunedì ha annunciato la formazione di “US Climate Action Center”, una delegazione di sindaci, governatori, funzionari statali e leader ambientalisti, che vorrebbe partecipare alla prossima Conferenza sul Clima che si terrà a Madrid in dicembre, prendendo il posto della delegazione ufficiale del governo Usa.

Ma la lotta non è a senso unico. Nello stesso tempo, infatti, è stata presentata una denuncia contro l’ex presidente Obama, per aver aderito illegalmente agli Accordi di Parigi. La denuncia, presentata dall’organizzazione non profit Government Accountability & Oversight (Gao) per conto di Energy Policy Advocates, cita una nota legale con cui l’amministrazione Obama ha giustificato la ratifica degli Accordi di Parigi saltando il voto in Senato. Secondo Obama infatti il passaggio in Senato non era richiesto in quanto «gli obiettivi non sono legalmente vincolanti e non hanno scadenze». Ma la legge, sostiene il GAO, prevede l’obbligo del voto in Senato per qualsiasi accordo internazionale «che preveda un obiettivo e delle scadenze», non importa se «legalmente vincolanti». Con gli Accordi di Parigi Obama si era impegnato a ridurre entro il 2025 le emissioni di CO2 del 28% rispetto al 2005, il che renderebbe illegale la ratifica degli Accordi da parte dell’amministrazione Obama.

Fonte: https://lanuovabq.it/it/trump-lancia-la-sfida-del-clima-e-svela-linganno

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