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31 Ottobre 2019 – La «Bild» attacca Ratzinger: «Coprì prete molestatore?»

Da “Il Libro della Verità”:

Essi diranno che lui si era reso colpevole di un crimine circa il quale è totalmente innocente

Martedì, 19 febbraio 2013, alle ore 14:30

Mia amatissima figlia, ti prego di informare i Miei discepoli che il Mio Regno è vicino. Essi non devono preoccuparsi, perché, sebbene la Corona di Spine sia scesa sul Mio Vicario, nominato da Me, Gesù Cristo, per governare sopra la Mia Santa Chiesa Cattolica ed Apostolica, il quale è stato brutalmente spodestato, ora Io vengo, finalmente, a portarvi la pace.

Il prossimo anno sarà molto doloroso e crudele per voi, Miei amati discepoli, e per il Mio ultimo vero Papa. Egli, contro il quale si è intenzionalmente e deliberatamente complottato, è stato trattato proprio come Me, Gesù Cristo, che fui percosso e flagellato. Ora cercheranno di ucciderlo, così come uccisero Me. Essi diranno che lui si era reso colpevole di un crimine circa il quale è totalmente innocente.

Io, il vostro amato Salvatore, redimerò tutti voi dalla malvagità, la quale sarà percepita da molti come se fosse venuta da Me, per Mano del Mio Comando.

Darò istruzioni alla Mia Chiesa, come prima, ma solo attraverso il Potere dello Spirito Santo. Le Chiavi di Roma sono sotto il comando del Mio amato Padre. Io, Gesù Cristo, Sono pronto a discendere di nuovo per la Mia Seconda Venuta e desidero farvi sapere, Miei discepoli, che voi soffrirete, proprio come hanno sofferto i Miei discepoli durante il Mio tempo sulla Terra. Voi, Miei diletti, siete con Me, racchiusi all’interno del Mio Sacro Cuore, così che possiate unirvi a Me nel dolore. Io verso lacrime per il Mio innocente ed amato ultimo Papa sulla Terra, Benedetto XVI, scelto da Me per guidare la Mia Chiesa durante gli ultimi giorni.

Ci vorrà un coraggio straordinario, per quelle vittime volenterose, che continueranno a dichiarare la Mia Santa Parola, poiché saranno piene di terribili dubbi. Esse sanno, in cuor loro, che Io adesso sto parlando loro, eppure saranno ancora assalite dai dubbi, causati da coloro che si rifiutano di accettare i Miei Messaggi per l’umanità e che tuttavia Mi sono ancora devoti.

Ora vi lascio questa breve e speciale Preghiera della Crociata. È una Preghiera Miracolosa che permette a tutti coloro che la recitano di sentire la Mia Presenza nella propria anima. Li aiuterà anche a rendersi conto della Verità, che Io avevo promesso e che sarà rivelata loro durante la fine dei tempi.

(n.d.r. Preghiera della Crociata N°101 – Preghiera Miracolosa per sentire la Presenza di Gesù)

“O caro ed Onnipotente Padre, Creatore di tutto ciò che è e sarà, aiuta tutti noi a poter riconoscere la Presenza del Tuo diletto Figlio nella Chiesa di oggi, per diventare davvero forti.

Aiutami a superare la mia paura, la mia solitudine ed il rifiuto che io subisco da parte dei miei cari, mentre seguo Tuo Figlio, Gesù Cristo, il mio Salvatore.

Ti prego di proteggere i miei cari dal cadere nella trappola di credere alle menzogne, che sono state escogitate da Satana per distruggere, dividere e provocare il caos tra tutti i figli di Dio.

Ti prego di aiutare tutti coloro che seguono l’abominio nella Tua Chiesa, affinché vengano salvati dalle fiamme eterne dell’Inferno.

Amen.”

Miei amati seguaci, voi ormai Mi conoscete. Ciò che vedrete ora, all’interno del guscio che una volta era la Mia Chiesa sulla Terra, vi darà la nausea. Piangerete e piangerete fino a quando non sentirete più niente. E a quel punto, quando Mi chiamerete e direte:

“Gesù, salvami dalle menzogne di Satana, affinché io riesca a discernere la Verità della Tua Chiesa Rimanente.” Io vi rassicurerò a causa di questo. Vi riempirò di Spirito Santo. Vi riempirò di lacrime di dolore e poi sostituirò le lacrime con la Mia Forza. Quindi, non v’importerà più nulla, poiché Io vi prenderò e vi guiderò lungo ogni passo del cammino.

Sarete ispirati, ogni qual volta verrete derisi. Sarete ripieni del Mio Spirito d’Amore allorché rideranno di voi, per il fatto di credere nella Mia Santa Dottrina. Allora perderete ogni paura ed essa sarà sostituita da un sentimento così potente, costituito dal Mio Amore per voi, che solo allora proverete un sollievo totale e la pace.

Il vostro Gesù

Da: https://www.corriere.it/cronache/19_ottobre_31/bild-attacca-ratzinger-copri-prete-molestatore-1413a484-fbbe-11e9-9c72-2ef647a878f6.shtml

 

IN GERMANIA

La «Bild» attacca Ratzinger: «Coprì prete molestatore?»

31 ottobre 2019

Secondo il giornale tedesco avrebbe protetto un prelato pedofilo tedesco denunciato per abusi sessuali

di Paolo Valentino, corrispondente da Berlino

Papa Benedetto XVI e il suo segretario particolare, Monsignor Georg Gaenswein, avrebbero coperto e protetto per anni un prelato pedofilo tedesco, nonostante diverse denunce dei suoi abusi sessuali. A formulare la grave accusa è il quotidiano popolare Bild Zeitung , che pure è stato convinto sostenitore del pontificato di Joseph Ratzinger. Il monsignore in questione si chiama Christoph Kuehn e nel 2005 era responsabile del desk Germania presso la Segreteria di Stato Vaticana. Un prete, anche lui tedesco, lo accusa di averlo a lungo molestato, fornendo dettagli precisi su luoghi e circostanze. Il prelato lo avrebbe più volte baciato con la lingua e afferrato i suoi organi genitali con una mano, mentre con l’altra gli stringeva la gola  

La vittima si è ora rivolta alla Procura di Ingolstadt, che ci ha confermato di aver aperto un fascicolo, anche se non si tratta ancora di indagine formale, ma di «indagine preliminare». Secondo una dichiara-zione giurata resa dal prete al magistrato, in possesso della Bild , Gaenswein avrebbe saputo e taciuto degli abusi per 7 anni. Il giornale cita una mail del 2012, in cui il segretario del Papa scrive alla vittima: «Non rabbia, ma sorpresa… Spero che questo gioco non duri a lungo». Gaenswein ha confermato alla Bild di aver ricevuto un’informa-zione scritta sugli abusi nel 2013, ma di aver voluto agire in modo «respon-sabile» informandone l’allora capo del personale del Papa. Questi, raggiunto dal quotidiano, sostiene di non ricordarlo. In ogni caso nessuna misura punitiva fu presa contro Kuehn, che invece venne prima trasferito alla nunziatura di Vienna e poi rimandato nella diocesi d’origine in Baviera. Il vescovo locale ha dichiarato alla Bild che il prelato è un «supergay aggressivo». Secondo il giornalista Nikolaus Harbusch, che ha firmato il servizio, la ragione della copertura data da Benedetto XVI e dal suo alter ego Gaenswein a Kuehn, potrebbe essere nel ruolo che questi svolse alla vigilia del Conclave del 2005, quello che elesse Ratzinger. Kuehn infatti rese pubblico, rivelandolo a un giornalista della Welt , l’incontro segreto (pre-Conclave e quindi proibito) tra un gruppo di cardinali progressisti, decisi a portare già allora Bergoglio sulla cattedra di Pietro. Una mossa che fece fallire il tentativo, aprendo la strada all’elezione del Papa tedesco.

Fonte: https://www.corriere.it/cronache/19_ottobre_31/bild-attacca-ratzinger-copri-prete-molestatore-1413a484-fbbe-11e9-9c72-2ef647a878f6.shtml

 

DOMENICA 03 NOVEMBRE 2019, 04:08, IN TERRIS

PROTESTA DEI VESCOVI

Benedetto XVI, un film senza verità storica

La conferenza episcopale tedesca contro una pellicola su Joseph Ratzinger

GIACOMO GALEAZZI


Basilica di San Pietro

Francesco e Benedetto XVI uniti nella lotta contro gli abusi sui minori e nell’impegno per la prevenzione. Il libro “Non fate male a uno solo di questi piccoli: la voce di Pietro contro la pedofilia” raccoglie il pensiero e gli interventi di Jorge Mario Bergoglio e Joseph Ratzinger sul fenomeno degli abusi sessuali perpetrati a danno dei minori. Una tragedia che li vede accomunati nella denuncia e nella volontà di coniugare giustizia e trasparenza.

Circostanze taciute

Critiche della Conferenza episcopale tedesca al nuovo film “Difensore della fede” di Christoph Roehl: il documentario non rappresenta in alcun modo un contributo costruttivo al tema dell’accertamento di casi di violenza sessuale nella Chiesa cattolica, secondo il portavoce Matthias Kopp: “In generale il film mostra un quadro altamente distorto del cardinale Joseph Ratzinger“. L’interpretazione secondo cui il prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, e successivamente Papa Ratzinger fosse “interessato solo alla purezza della Chiesa e del sacerdozio, mai alle vittime” deve essere considerata secondo la stessa fonte “arbitraria ed erronea”. Secondo il portavoce della Conferenza episcopale, citato dalle pubblicazioni cattoliche online tedesche, Ratzinger è stato “una forza trainante contro gli abusi per decenni“. Kopp ha ricordato il suo impegno per la definizione dal punto di vista della legge ecclesiale del reato di abuso, la creazione di una camera penale speciale e la punizione di più di 380 colpevoli attraverso l’allontanamento dal clero. “Questi aspetti non sono appropriatamente considerati nel film”. Benedetto XVI è stato anche il primo papa ad incontrare le vittime di abusi sessuali in diversi viaggi, come ad Erfurt nel settembre 2011. “Questa circostanza è taciuta, il che rende il film poco serio” sottolinea Kopp, lamentando che si sia persa l’occasione per un ritratto storico-critico di Papa Benedetto XVI.

Passaggio chiave

A distanza di cinque anni, in occasione dei 91 anni del Papa emerito, fu presentato in Vaticano il documentario “Benedetto XVI, l’ora della verità”, proprio per fare luce sui motivi di tale scelta. La ricostruzione di quei momenti fu affidata al racconto di chi visse da vicino quel periodo storico, come il fratello del pontefice, Georg Ratzinger, l’ex portavoce della Santa Sede, padre Federico Lombardi e il prefetto della Casa Pontificia, l’arcivescovo Georg Gänswein, per anni suo segretario personale. Il cardinale Christoph Schönborn, arcivescovo di Vienna, fu uno dei discepoli teologici del professor Joseph Ratzinger e, nella ricostruzione di quei momenti, lasciò spazio a confidenze emozionanti. In particolare, ricordando la morte della sorella di Ratzinger, Maria, alla quale il Pontefice emerito è stato particolarmente unito, disse: “Il giorno dopo il Conclave, quando è entrato a Santa Marta per la colazione della mattina, era in bianco. Il nostro caro professore! Il nostro amico, sì, in bianco. Ci ha salutato uno ad uno e io gli ho detto: ‘Santo Padre, ieri durante la sua elezione ho pensato a sua sorella Maria e mi sono chiesto se forse lei ha detto al Signore Prendi la mia vita ma lascia mio fratello. E lui ha risposto: ‘Penso di sì’”.  Un altro passaggio chiave, riportato dal sito cattolico Aleteia, per provare a definire meglio la scelta di ritirarsi di Ratzinger, avvenne attraverso le parole di Padre Stephan Horn, suo assistente all’Università di Ratisbona, nonché amico e allievo: “Il suo medico gli aveva detto che non avrebbe potuto viaggiare in Brasile, per partecipare alla Giornata della Gioventù. Quindi decise di dimettersi prima”.  Padre Federico Lombardi ricordò la grande responsabilità che implicava l’esercizio del ministero del vescovo di Roma e la maratona quotidiana di impegni, pubblici e privati (celebrazioni liturgiche, viaggi, udienze, lunghe riunioni di governo) che Joseph Ratzinger non avrebbe potuto garantire a causa della perdita naturale delle forze dovuta all’età. Secondo padre Lombardi, dunque, era evidente che questo era stato il vero motivo della rinuncia. L’arcivescovo Georg Gänswein negò sempre categoricamente che il motivo della rinuncia di Benedetto XVI fosse dovuto alla fuga di documenti riservati da parte del maggiordomo (lo scandalo Vatileaks) o al peso di dover affrontare la crisi causata dagli abusi sessuali da parte di persone di Chiesa. Significativamente Joseph Ratzinger annunciò in latino al mondo la sua rinuncia al Pontificato perché il testo lo aveva concepito in quella lingua e i due errori ravvisati erano dovuti all’errata trascrizione della frase scritta nella sua grafia minuta che riusciva a decifrare solo Ingrid Stampa, appartenente al movimento spirituale di Schoenstatt, assistente di Joseph Ratzinger dall’inizio degli anni Novanta.  La mancanza di forze sufficienti per governare la Chiesa, a cui Benedetto XVI attribuì la rinuncia al pontificato, lasciò aperto il campo alle interpretazioni, quasi come fosse una dichiarazione per far sapere al mondo di non avere più le energie necessarie per reagire a una situazione di crisi nella Chiesa, in conseguenza anche dello scandalo Vatileaks che comunque non negò mai che gli procurò una profonda e insuperabile sofferenza. Nel penultimo giorno di pontificato, Benedetto XVI ci tenne a dire di non aver abbandonato la Croce ma di essere rimasto ai piedi della stessa. Una risposta ferma a chi, come l’arcivescovo di Cracovia, Stanisław Dziwisz, ex segretario di Giovanni Paolo II, lo accusò in modo insolente di aver abbandonato il suo ministero, a differenza di Cristo che non scese dalla croce. Ratzinger si sottrasse alla responsabilità di far capire in quale contesto era maturata la sua drammatica decisione. E fece anche di più, a tutto vantaggio di colui che avrebbe preso il suo posto sul Soglio di Pietro.

Indagine Herranz-Tomko-De Giorgi

Per far luce su quanto accaduto nel crepuscolo del proprio pontificato Benedetto XVI affidò la relazione sullo scandalo Vatileaks a tre cardinali ultra-ottantenni, quindi non più elettori in conclave e fuori dalle logiche di un’elezione pontificia. Ciò significava consentire di indagare al massimo livello sulle responsabilità interne al Vaticano senza che le verità scoperte potessero entrare nella Cappella Sistina camminando sulle gambe di porporati inquisitori. A Julián Herranz, Jozef Tomko e Salvatore De Giorgi, Benedetto XVI assegnò l’incarico di venire a capo della fuga di documenti riservati e il compito venne svolto in profondità. Subito dopo la rinuncia al pontificato, Joseph Ratzinger crollò fisicamente e si temette addirittura per la vita: era molto fragile, pur conservando una strepitosa lucidità mentale. Ma poi, dopo un paio di settimane, si riprese e tornò a essere il formidabile maestro di dottrina, lo stesso che aiutò Karol Wojtyla in un quarto di secolo di pontificato. E che abdicando desacralizzò e demitizzò la figura del Papa, distinguendo in modo radicale e rivoluzionario la funzione dalla persona.  Un gesto che probabilmente avrebbe potuto compiere solo un rigoroso teologo proveniente dalla terra di Lutero, grande accusatore dei mali del papato e della corte vaticana. “Un gesto modernissimo che lasciò in quel momento la Chiesa, e il mondo, spiazzati e senza parole – ha osservato il vescovo Giancarlo Vecerrica -. La motivazione fu certamente l’impossibilità di procedere nella guida della Chiesa per il venir meno delle forze con l’età che avanzava. Decise così che, in futuro, avrebbe vissuto una vita da monaco, in contemplazione, e che avrebbe servito la Chiesa in altro modo, cioè pregando”.

Armonia tra successori di Pietro

Francesco ha sempre detto di sentire molto “il sostegno di questa presenza e di questa preghiera” e, racconta padre Lombardi, “di aver coltivato questo rapporto, a volte con delle visite, a volte con delle chiamate telefoniche, certamente con molti segni di familiarità, di rispetto e di attesa del sostegno spirituale”. Quindi la coabitazione di due papi, aggiunge Lombardi, “era una realtà inedita ma bella e consolante: tutte le volte che vedevamo delle immagini di Francesco e il suo predecessore insieme era una grande gioia per tutti e un bell’esempio di unione nella Chiesa, nella varietà delle condizioni”.  Un’armonia e un’ammirazione testimoniate dal pensiero rivolto da Francesco al suo predecessore in occasione del suo 65° anniversario di sacerdozio. “Santità, oggi festeggiamo la storia di una chiamata iniziata 65 anni fa con la sua Ordinazione sacerdotale, avvenuta nella Cattedrale di Freising il 29 giugno 1951- disse Jorge Mario Bergoglio -. Ma quale è la nota di fondo che percorre questa lunga storia e che da quel primo inizio sino a oggi la domina sempre più? In una delle tante belle pagine che Lei dedica al sacerdozio sottolinea come, nell’ora della chiamata definitiva di Simone, Gesù, guardandolo, in fondo gli chiede una cosa sola: ‘Mi ami?’. Quanto è bello e vero questo! Perché è qui, Lei ci dice, in quel ‘mi ami?’ che il Signore fonda il pascere, perché solo se c’è l’amore per il Signore Lui può pascere attraverso di noi: ‘Signore, tu sai tutto, tu sai che ti amo’. E l’augurio con il quale desidero concludere è perciò un augurio che rivolgo a Lei e insieme a tutti noi e alla Chiesa intera: che Lei, Santità, possa continuare a sentire la mano del Dio misericordioso che La sorregge, che possa sperimentare e testimoniarci l’amore di Dio; che, con Pietro e Paolo, possa continuare a esultare di grande gioia mentre cammina verso la meta della fede!”.

Fonte: https://www.interris.it/religioni/benedetto-xvi–un-film-senza-verit-storica

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