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RUBRICA 27 giugno 2018: Complotti contro Benedetto XVI

La Madre della Salvezza: Pregate per Papa Benedetto XVI che corre il pericolo di essere esiliato da Roma
Martedì, 20 marzo 2012, alle ore 20:30

Figlia mia, c’è un silenzio, come di quiete prima della tempesta, poiché la Chiesa Cattolica precipiterà presto nella crisi.

Invito tutti i miei figli, ovunque, a pregare per Papa Benedetto XVI che corre il pericolo di essere esiliato da Roma. Egli, l’eccellente Santo Vicario della Chiesa Cattolica, è odiato in molti ambienti interni al Vaticano. A breve, in tutto il mondo, sarà visibile un piano diabolico, previsto da oltre un anno.

Pregate, pregate, pregate per tutti i santi servitori di Dio, nella Chiesa Cattolica, che saranno perseguitati a causa della grande divisione che avverrà presto all’interno di essa. Il mondo intero sarà testimone del grande scisma, ma esso non sarà immediatamente compreso in quanto tale.

Il falso papa sta aspettando di rivelarsi al mondo. Figli, non lasciatevi ingannare perché egli non verrà da Dio.

Le Chiavi di Roma sono state restituite al Padre Mio, Dio l’Altissimo, Colui che governerà dai Cieli.

Una grande responsabilità sarà riposta su tutti quei santi sacerdoti, vescovi e cardinali che amano fervidamente mio Figlio. Essi avranno bisogno di molto coraggio e Divina fortezza, per condurre le anime verso il Nuovo Paradiso. Ogni sforzo fatto da parte di questi santi discepoli, per preparare le anime alla Seconda Venuta del mio amatissimo Figlio, sarà contrastato dall’altra fazione malvagia.

Io raccomando a tutti i miei figli, di pregare per ricevere la forza necessaria, poiché l’anticristo ed il suo complice, il falso profeta, saliranno alla ribalta. Dovete rivolgere a me, la Madre della Salvezza, le preghiere per assicurare che la Chiesa Cattolica venga salvata e che la Vera Parola di mio Figlio sia salvaguardata.

La Verità relativa alla promessa di mio Figlio di ritornare in grande gloria, verrà adulterata.

A voi, miei cari figli, verranno propinate una serie di falsità che sarete tenuti ad onorare e ad accettare nel Santo Nome di mio Figlio.

La mia Crociata di Preghiera (38) deve essere recitata dal mese prossimo, ogni giorno, per far sì che i veri sacerdoti di Dio non cadano a causa del perfido inganno che viene organizzato dal falso profeta e dai suoi sostenitori.

Crociata di Preghiera (38) Preghiera di Salvezza per la Chiesa Cattolica

“O Beata Madre della Salvezza, ti chiediamo di pregare per la Chiesa Cattolica in questi tempi difficili e per alleviare la sofferenza del nostro amato Papa Benedetto XVI. Noi ti chiediamo, Madre della Salvezza, di ricoprire i servitori consacrati di Dio con il tuo Sacro Manto, affinché ricevano le grazie per essere forti, leali ed impavidi durante le prove che dovranno affrontare. Prega anche perché si prendano cura del loro gregge, in conformità con i Veri Insegnamenti della Chiesa Cattolica. O Santa Madre di Dio, concedi a noi, la tua Chiesa Rimanente sulla Terra, il dono del primato, così che possiamo essere d’aiuto a condurre le anime verso il Regno di tuo Figlio. Ti chiediamo, Madre della Salvezza, di tenere l’ingannatore lontano dai seguaci di tuo Figlio, mentre cercano di proteggere le loro anime, per essere degni di varcare le Porte del Nuovo Paradiso sulla Terra. Amen.”

Andate figli e pregate per il rinnovamento della Chiesa e per la sicurezza di quei servitori consacrati che, a causa della loro fede, soffriranno sotto il governo del falso profeta.

Maria,
Madre della Salvezza

Da: https://messaggidagesucristo.wordpress.com/2012/04/01/20-marzo-2012-maria-vergine-pregate-per-papa-benedetto-xvi-che-corre-il-rischio-di-essere-esiliato-da-roma/

 

Cardinale Danneels confessa: “11 cardinali hanno lavorato per costringere Benedetto XVI a dimettersi”

di José Alberto Villasana Munguía, 27 Giugno 2018

Il cardinale Godfried Danneels confessa prima di morire:”11 cardinali hanno lavorato nell’ombra per costringere papa Benedetto XVI a dimettersi“. Undici cardinali scomunicati (Bergoglio è uno di loro): non c’era nessuna successione. Il cardinale Godfried Danneels prima di morire confessa che lui e altri cardinali hanno pianificato è architettato costretto papa Benedetto XVI a dare le dimissioni, e lasciare il posto a Bergoglio. Secondo il diritto canonico, questo gruppo, che lui stesso definisce una “mafia”, viene scomunicato dalla latae sententiae.

Nell’ultima settimana di settembre 2015, il Cardinale Daneels ha presentato la sua biografia a Bruxelles, e ha riconosciuto l’esistenza di un gruppo di Cardinali che hanno lavorato insieme per controllare la successione di Giovanni Paolo II e impedire il Cardinale Joseph Ratzinger, che allora era Prefetto della Congregazione per la dottrina della fede, di ascendere alla cattedra di Pietro. Nella presentazione, Danneels ha rivelato di aver fatto parte di una “mafia” (con i cardinali Kasper, Silvestrini, Van Luyn, Martini, Murphy O’Connor, Lehman, da Cruz, Husar e Hume) e che hanno lavorato nell’ombra per costringere papa Benedetto XVI a dimettersi e ad abilitare Jorge Mario Bergoglio per diventare Papa.

Va sottolineato che questa “mafia”, conosciuta tra loro come “Il gruppo di San Gallo”, a causa del monastero svizzero in cui si sono tenuti i loro incontri, si è auto-scomunicata dalla Chiesa, come promulgata la costituzione apostolica Universi Domenici Gregis di Giovanni Paolo II,che proibisce le trame e gli accordi tra cardinali per influenzare l’elezione di un papa.

L’articolo 79 dice: “Confermando le prescrizioni dei miei predecessori, proibisco anche a chiunque, anche se è un cardinale, durante la vita del Papa e senza averlo consultato, di fare piani riguardanti l’elezione del suo successore, o di promettere voti, o prendere decisioni al riguardo in incontri privati ​​”.

E nell’articolo 81 si stabilisce che questi accordi sono puniti con la scomunica latae sententiae (cioè automatica, senza la necessità di una dichiarazione da parte di nessuno, ipso facto ed eo ipso).

L’informazione rivelata dal cardinale Daneels, giorni prima del Sinodo, coincide con quella pubblicata da Austin Ivereigh, nel suo libro “The Great Reformer” in cui rivela come, durante il conclave del 2013, quattro cardinali del gruppo Mafioso Saint Galen (Kasper, Lehman , Danneels e Murphy O’Connor) si sono riuniti per orchestrare illecitamente una campagna a favore dell’elezione di Bergoglio, dopo che quest’ultimo aveva accettato di essere il beneficiario di questa trama.

Le dichiarazioni fatte dal cardinale Danneels nella presentazione della sua biografia portano alle seguenti conclusioni:

  1. Un gruppo di otto cardinali (uno di loro “papa”) sono oggi scomunicati dalla chiesa: Bergoglio, Danneels, Kasper, Silvestrini, Van Luyn, Husar, Lehman e O’Connor. Tre sono già morti senza alcuna prova che la scomunica sia stata revocata: Hume, da Cruz e Martini.
  2. La rinuncia a Benedetto XVI era invalida, come risultato della pressione morale, di un complotto contro di lui con il quale lo costrinsero a dimettersi. Il successore è stato eletto in modo invalido per mezzo di intrighi, espressamente vietato dalla Costituzione che regola la successione.
  3. Sebbene esistano già elementi che dimostrano l’esistenza di questo complotto, questa è la prima volta che uno dei cospiratori lo accetta apertamente e pubblicamente. Come gli avvocati di solito dicono, dove c’è una confessione, la dimostrazione non è necessaria.

Fonte :  Ultimos Tiempos : https://www.ultimostiempos.org/index.php?option=com_k2&view=item&id=82:once-cardenales-excomulgados-uno-de-ellos-bergoglio-no-hubo-sucesion&Itemid=177&lang=es

2 Fonte : ( traduzione del testo in italiano ) https://intuajustitia.blogspot.com/2019/04/il-cardinale-godfried-danneels-confessa.html

 

La “mafia” di San Gallo? Era già nota

 

28-09-2015

Di, Lorenzo Bertocchi

In questi giorni ha fatto discutere l’uscita di una biografia sulla figura del cardinale belga Godfried Danneels, ex primate del Belgio e prossimo padre sinodale di nomina diretta del Pontefice. Si è parlato anche di complotto per fare eleggere papa Bergoglio. In realtà composizione e linea del gruppo si conoscevano già da anni.

In questi giorni ha fatto discutere l’uscita di una biografia sulla figura del cardinale belga Danneels, per lungo tempo primate del Belgio e prossimo padre sinodale di nomina diretta del Pontefice. Alcune ricostruzione giornalistiche hanno apertamente parlato di una specie di complotto tra porpore organizzato in quel di San Gallo (Svizzera) per arrivare fino all’elezione al soglio di Pietro di Jorge Mario Bergoglio. Ad onor del vero le ricostruzioni sono state ben alimentate dallo stesso Danneels che, in una video-intervista concessa al giornalista Christian Laporte, ha detto che parlare di “gruppo di San Gallo” non è corretto, perché «per descrivere noi stessi e questo gruppo, noi dicevamo “mafia”».

Tutti hanno sorriso, compreso il cardinale, ma diciamo che questa battuta non ha favorito ricostruzioni equilibrate. Anche perché, nella stessa intervista, uno degli autori della biografia dell’ex primate del Belgio ha rincarato la dose. Jürgen Mettepenningen ha dichiarato, infatti, che, dopo la rinuncia di Benedetto XVI nel 2013, «questo gruppo ha veramente ottenuto il suo obiettivo con l’elezione di Francesco», aggiungendo che il cardinale Daneels è stato «uno degli artefici dell’elezione di Papa Francesco». Queste citazioni hanno aperte le speculazioni sulla presunta lobby, così che gli autori della biografia si sono affrettati a buttare un po’ di acqua sul fuoco, specificando che il gruppo di San Gallo era un gruppo informale come ce ne sono tanti. Nessuna lobby. Inoltre, dopo il 2006 non si sarebbe più auto-convocato.

Complotti e dietrologie sono pane che si vende alla grande, specialmente se riguardano la Chiesa. Il problema è che non c’è nulla di strano, perché l’esistenza del gruppo di San Gallo è cosa nota da tempo. Circa dal 1996 diversi vescovi e cardinali, tra cui spiccava l’arcivescovo di Milano Carlo Maria Martini, si recavano ospiti dal vescovo di San Gallo, monsignor Ivo Furer, per tenere riunioni private in cui manifestare le proprie idee e orientamenti rispetto alla realtà ecclesiale. Inutile aggiungere che generalmente aleggiava un certo dissenso rispetto alla “gestione” Giovanni Paolo II (e del cardinale Ratzinger in quanto prefetto della Dottrina della Fede). Oltre a Danneels e Martini il gruppo era costituito da altri sei, sette, tra vescovi e cardinali, provenienti soprattutto dal centro-nord Europa. Dal 2001 si aggiungono altri tre cardinali nominati nel febbraio di quell’anno: due tedeschi, Walter Kasper e Karl Lehmann, e un anglossassone, Murphy-O’Connor.

Un punto che ha sempre unito il gruppo di San Gallo riguarda la richiesta di una maggiore autonomia alle Chiese locali nell’applicare le norme della Chiesa universale. Detto in altri termini si auspicava una maggiore collegialità, sulle ali di uno spirito del Concilio da attuare fino in fondo, soprattutto per quelle che venivano considerate questioni di mera disciplina ecclesiastica, ma non solo. Un riferimento preciso riguardava, ad esempio, la questione del possibile accesso alla eucaristia dei divorziati risposati, oppure la questione del celibato sacerdotale da abolire. Il gruppo di San Gallo era anche animato da una certa volontà di riforma del governo della Chiesa.

D’altra parte il dibattito tra il gruppo di San Gallo e la Curia romana era anche pubblico, basti pensare al famoso articolo che nell’anno 2000 il cardinale Kasper scrisse contestando apertamente il documento della Congregazione della Dottrina della Fede sulla «Chiesa intesa come comunione». Il porporato tedesco si opponeva al documento firmato dall’allora cardinale Ratzinger perché, a suo dire, era un «tentativo di ripristinare il centralismo romano», mentre era da lui auspicata una «unica Chiesa in riconciliata diversità». Una splendida formula quest’ultima, ben fornita di una certa dose di ambiguità.

Proprio il cardinale Danneels nel Concistoro straordinario del 2001 esprimeva bene la linea del gruppo di San Gallo: «Quanto alcuni confratelli cardinali hanno proposto circa un certo decentramento verso le Chiese locali della procedura della nomina dei vescovi e dell’amministrazione della giustizia nella Chiesa, così come anche delle relazioni tra la curia e le Chiese locali, merita un esame serio e benevolo, per quanto sia chiaro che tutto questo non è immediatamente realizzabile». Come ha scritto Austen Ivereigh nel suo celebre Tempo di misericordia, monumentale e articolata biografia di papa Francesco, fu in quel Concistoro che il cardinale Martini presentò al gruppo di San Gallo il cardinale Jorge Mario Bergoglio. Ma i contatti dell’allora cardinale Bergoglio con il gruppo di Danneels & C. non andarono molto oltre quella presentazione.

Tuttavia il gruppo si ricordò di lui specialmente nel Conclave del 2005, quello che elesse Ratzinger Papa, ma, in un certo senso, anche nel 2013. Non perché Bergoglio fosse parte integrante del gruppo, ma perché era da loro ritenuto “omogeneo” alla linea che la “mafia” di San Gallo portava avanti dal lontano 1996.

Fonte : http://www.lanuovabq.it/it/la-mafia-di-san-gallo-era-gia-nota

 

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